Francisco Acedo Fernández, Gitanillo de América con sua moglie Ivette Uhia de Caro e il Visconte di Torre Hidalgo
Il 17 settembre Madrid ha ospitato la presentazione di El Linaje del Conde Don Vela (Il lignaggio del conte Don Vela), la nuova opera dello storico e accademico Francisco Acedo Fernández, Conte Galeano Doria, Re d’Armi della Casa de’ Medici. Lo studio, articolato in due volumi, è il risultato di oltre trent’anni di ricerche e offre un’ampia indagine storica e genealogica sui discendenti di uno dei grandi lignaggi medievali della Penisola Iberica.
L’evento, organizzato dal Club 567 e svoltosi presso la sua sede di Calle Velázquez, ha riunito un folto pubblico proveniente dal mondo della cultura, della genealogia e della nobiltà. Il libro è stato presentato da José Miguel Carrillo de Albornoz, Visconte di Torre Hidalgo, noto autore di romanzi storici e Direttore di Magna Art Auctions, che ha ripercorso la carriera dell’autore, sottolineando la straordinaria ampiezza del progetto di ricerca e ricordando la profonda amicizia che li lega da decenni.

Veduta generale della sala durante la presentazione
Pubblicata in due volumi da The Golden Pelican Group, ciascuno dedicato a una parte distinta ma strettamente connessa del lignaggio, l’opera ricostruisce 54 grandi linee genealogiche. Il primo volume ripercorre le origini altomedievali del lignaggio e i suoi legami con le grandi dinastie reali della Spagna medievale, mentre il secondo si concentra sulla Casa dei Vela di Ávila e sui suoi numerosi rami in Spagna e nelle Americhe. Nel loro insieme, i due volumi seguono la discendenza del conte Don Vela dall’Alto Medioevo fino ai nostri giorni, abbracciando oltre tredici secoli di storia familiare.
Nel corso del suo intervento, Francisco Acedo Fernández ha illustrato le origini di un progetto iniziato più di trent’anni fa e il lungo processo di ricerca, confronto e organizzazione di un corpus documentario che ha continuato ad ampliarsi nel corso degli anni. Ha inoltre sottolineato come la genealogia acquisti il suo significato più pieno quando consente di comprendere gli individui e le famiglie nel loro contesto storico, anziché ridursi a un semplice accumulo di nomi, date e rapporti di parentela.

Il Visconte di Torre Hidalgo, Juan Martín Llopis, il Conte di Retamoso, Carmen Montero Ríos, Mercedes Valenzuela, Irma Arroyo, la Marchesa di Escalona e Ivette Uhia de Caro
All’incontro ha preso parte una significativa rappresentanza della nobiltà e del mondo della cultura, insieme a Cavalieri dell’Ordine di Santo Stefano e a membri della Luogotenenza di Spagna della Casa de’ Medici. Tra i presenti figuravano la Marchesa di Escalona, il Conte di Retamoso e il Marchese di Castropinós, insieme al Principe e alla Principessa di Castellazo e alla Duchessa di Pirajno. Era inoltre presente Pilar de Vicente, in rappresentanza del Real Corpo della Nobiltà delle Asturie. Tra gli altri ospiti figuravano Blanca Carrillo de Albornoz, Hugo Jordán de Urríes, Mercedes Valenzuela, Carmen Montero Ríos e Juan José Bote Ruiz de Gordoa, insieme a numerosi amici e persone vicine all’autore.
La presenza di ospiti provenienti da diversi Paesi ha inoltre conferito all’occasione un carattere decisamente internazionale. Tra questi, il torero Gitanillo de América e sua moglie, Ivette Uhia de Caro, nonché Diego Ospina Duque e Luis Ernesto Ortiz, accompagnati dalle rispettive mogli, Beatriz López de Ospina Duque e María Carolina Potes de Ortiz.

Hugo Jordán de Urríes, il Marchese di Castropinós, l’autore e il Visconte di Torre Hidalgo
Particolarmente significativa è stata la numerosa presenza di discendenti dei diversi rami del lignaggio del conte Don Vela esaminati nell’opera, lignaggio al quale appartiene lo stesso autore; alcuni di loro avevano viaggiato appositamente per partecipare all’occasione. Insieme ai familiari dell’autore, agli amici e ai colleghi di lunga data, la loro presenza ha conferito all’evento un carattere caloroso e, nel senso più autentico del termine, familiare — particolarmente appropriato per la presentazione di un’opera dedicata a ricostruire i legami tra generazioni lungo oltre tredici secoli.
Al di là della sua dimensione accademica, la presentazione ha avuto anche un significato profondamente personale. Il lignaggio del conte Don Vela rappresenta il coronamento di un progetto di ricerca che ha accompagnato l’autore per gran parte della sua vita intellettuale e che, dopo successive integrazioni e revisioni, ha ora raggiunto la sua forma definitiva. Acedo Fernández lo ha pertanto definito «il libro della mia vita», non soltanto per il tempo dedicato alla sua realizzazione, ma anche per i legami familiari e personali che si trovano all’origine stessa della ricerca.
Al termine della presentazione ufficiale si è tenuto un ricevimento con vino spagnolo. Le conversazioni sul libro, sui lignaggi esaminati nelle sue pagine e sui numerosi legami genealogici che esso rivela sono proseguite per tutta la serata, in un’atmosfera nella quale storia, genealogia e relazioni personali si sono intrecciate in modo naturale.
La presentazione di Madrid ha segnato così il lancio pubblico di un’opera concepita non semplicemente come una ricostruzione genealogica, ma come un’esplorazione di oltre tredici secoli di storia attraverso gli individui e le famiglie che ne furono protagonisti.
